Il filosofo e la cura dell’anima. Sull’uso plutarcheo di similitudini e metafore mediche come espediente didattico in campo etico
DOI:
https://doi.org/10.14195/0258-655X_22_1Palavras-chave:
Plutarco, Moralia, Filosofia pratica, Filosofo, Medico, Virtù, Vizio, Malattia, Corpo, AnimaResumo
Il presente articolo prende in analisi l’interessante compenetrazione tra la sfera semantica della medicina e quella della filosofia pratica che è possibile riscontrare, a livello retorico, nei testi plutarchei di argomento etico-morale. Tale compenetrazione contribuisce a generare una significativa sovrapposizione tra le due figure professionali che normalmente sono preposte in modo univoco alle due discipline, il medico e il filosofo. L’autore di Cheronea, sfruttando didatticamente lo strumento da lui molto amato della comparazione, si propone di descrivere il vizio che opprime l’anima e le dinamiche che lo interessano attraverso l’esperienza della malattia che affligge il corpo, di presentare l’attività del filosofo attraverso la professione del medico e di far comprendere l’utilità della τέχνη περὶ βίον attraverso quella indiscussa della medicina.
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